Gli autisti romeni in cerca di lavoro in Grecia vengono reclutati sempre più spesso attraverso TikTok e altre piattaforme social per trasportare migranti privi di documenti dal confine del Paese con la Turchia verso l’interno, secondo un’inchiesta del sito romeno di giornalismo investigativo PressOne.
La portata del fenomeno è emersa dalle segnalazioni diffuse dall’ambasciata romena in Grecia e dall’ambasciata moldava a Bucarest riguardo ad annunci di lavoro apparentemente allettanti per autisti pubblicizzati sui social media.
I post pubblicati nei gruppi Facebook dedicati a romeni e moldavi residenti in Grecia raccontano una storia ricorrente: un parente parte per la Grecia dopo aver accettato un lavoro come autista trovato online, spesso su TikTok, e poi scompare. In diversi casi, l’ultima posizione conosciuta si trova nei pressi del confine con la Turchia.
Il ministero degli Esteri romeno ha dichiarato a PressOne che, al 15 luglio 2026, 120 cittadini romeni erano detenuti nelle strutture penitenziarie greche in relazione a reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Di questi, 75 avevano ricevuto condanne definitive, mentre 45 erano ancora nella fase delle indagini o del procedimento giudiziario.
Secondo il ministero, le rotte utilizzate più frequentemente si trovano nella Macedonia Orientale e Tracia, la regione greca confinante con Turchia e Bulgaria.
Un’offerta di lavoro con una lista di passeggeri nascosta
I giornalisti di PressOne hanno individuato decine di account TikTok che offrivano agli autisti romeni lavori apparentemente molto redditizi per il trasporto di persone attraverso la Grecia e lungo altre rotte europee.
Una delle indagini ha coinvolto un giornalista che ha creato un falso profilo fingendosi un camionista romeno in cerca di lavoro in Grecia. Dopo aver contattato account che reclutavano autisti attraverso l’hashtag #soferingrecia (autista in Grecia), il giornalista ha ricevuto rapidamente diverse offerte.
Un account, chiamato “Grecia Work”, cercava autisti disponibili a raggiungere con breve preavviso una località nei pressi di Orestiada, vicino al confine con la Turchia. La destinazione esatta del viaggio sarebbe stata comunicata soltanto dopo che l’autista fosse arrivato nella zona.
Al giornalista è stato detto che i pagamenti potevano arrivare a 1.700-1.800 euro per ogni migrante trasportato, con metà della somma versata al momento del prelievo dei passeggeri e il resto al termine del viaggio.
Il processo di reclutamento prevedeva l’invio di una copia della carta d’identità o del passaporto, oltre alla condivisione della posizione in tempo reale tramite Google Maps per un’intera giornata. Il reclutatore aveva inoltre chiesto un video del veicolo e una frase specifica, “Al Brabus Grecia”, che compariva in altri video TikTok che mostravano migranti mentre venivano fatti salire sulle automobili.
Il reclutatore ha spiegato al giornalista sotto copertura che altre persone della rete avrebbero portato i migranti dalla Turchia alla Grecia. L’autista avrebbe poi ricevuto la posizione precisa e avrebbe dovuto trasportare i passeggeri fino a Salonicco.
Secondo quanto riferito, i migranti erano curdi provenienti dall’Iraq. Stando al reclutatore, avrebbero successivamente presentato domanda di asilo in Grecia.
L’operazione sembrava prevedere diversi ruoli distinti: alcune persone si occupavano di far attraversare ai migranti il confine, altre trasmettevano le coordinate e gli autisti raccoglievano e trasportavano i passeggeri. L’autista, tuttavia, era la persona direttamente al volante e quindi quella maggiormente esposta al rischio di arresto.
Il reclutatore ha inoltre descritto un sistema da utilizzare in caso di intervento della polizia, dicendo al giornalista di ammettere tutto e di contattarlo per ottenere un avvocato. Secondo lui, l’avvocato era “uno dei nostri”.
I social media cambiano il modello di reclutamento
Una fonte che collabora con uno studio legale che segue casi di questo tipo ha dichiarato a PressOne che il coinvolgimento di autisti nel traffico di migranti esiste in Grecia da anni, ma che i social media hanno reso il reclutamento molto più semplice.
Secondo la fonte, i giovani con poca esperienza sono particolarmente vulnerabili alle offerte che promettono guadagni elevati, un veicolo o un alloggio. In tribunale, gli autisti sostengono frequentemente di non sapere in cosa si stavano coinvolgendo.
Secondo PressOne, la legge greca può prevedere pene detentive fino a 10 anni e multe comprese tra 30.000 e 60.000 euro per ogni persona trasportata, con pene più severe in caso di recidiva.
Il reclutamento non è limitato al confine tra Turchia e Grecia. PressOne ha trovato annunci alla ricerca di autisti romeni per rotte attraverso l’Ungheria, dall’Ungheria alla Germania, dalla Romania all’Italia, attraverso la Bulgaria e tra il confine della Lettonia con la Russia e la Polonia.
L’inchiesta arriva inoltre in un momento caratterizzato da più ampi sforzi delle autorità balcaniche per smantellare le reti di traffico di migranti.
A luglio, le autorità di Bulgaria, Grecia, Paesi Bassi e Romania hanno smantellato un’organizzazione criminale sospettata di trasferire migranti attraverso i Balcani utilizzando veicoli noleggiati, rubati o registrati fraudolentemente. Recenti arresti in Grecia hanno coinvolto anche cittadini romeni e moldavi sospettati di trasportare migranti privi di documenti.
Dopo che PressOne ha contattato uno dei reclutatori di TikTok tramite WhatsApp, l’account è scomparso. Altri account individuati dall’inchiesta sono stati successivamente rimossi dai loro gestori oppure da TikTok in seguito a una richiesta della testata.
Il ministero degli Esteri romeno ha dichiarato che Bucarest e Atene mantengono una cooperazione regolare per tutelare i cittadini rumeni e contrastare il traffico di migranti.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

